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Informazioni e ragionamenti su prostituzione, clienti responsabili, corpi, transiti e diritti
Come molti sanno, da una quindicina d’anni le strade italiane sono popolate da migliaia di ragazze, venute un po’ da tutto il mondo, che ingaggiano ogni notte una terribile lotta per la sopravvivenza. E’ un movimento di donne venute qui per cercare un’occasione di vita, e come sola possibilità gli è stata lasciata la prostituzione. La loro condizione è diversa per gruppi, ma anche da persona a persona: comunque, grosso modo, si può dire che ci sono le donne a cui un’altra persona impone di prostituirsi o, addirittura, ha imposto di partire (le cosiddette “soggette a tratta”); ci sono ovviamente ragazze minorenni; ma ci sono anche donne “semplicemente” taglieggiate e sfruttate, che sono scappate “semplicemente” da una condizione di necessità economica o dalla guerra, e che non possono fare niente per modificare la propria condizione di vita perché la legge italiana le condanna alla clandestinità. In generale sono tutte donne assai coraggiose, che ne hanno passate di tutti i colori. Delle lottatrici che possono essere una grande risorsa per il paese. Accanto a queste donne, c’è la grande migrazione delle transessuali: tra generi e tra continenti. Sempre e comunque, per un motivo o per l’altro, o per tutti insieme, senza la possibilità di vivere come avrebbero diritto di vivere. E in troppi casi, da qualche tempo, vengono segnalati anche per loro meccanismi identici a quelli della tratta e dello sfruttamento. Poi ci sono i clienti: gente con problemi personali, si dice nella migliore delle ipotesi, come se ci fosse qualcuno che non ha problemi personali. In molti casi, secondo la nostra esperienza, persone che per un motivo o per l’altro si sono fermate per conoscere una donna che gli piaceva, e hanno usato l’unico mezzo che avevano per prendere contatto. Meglio questo che far finta di non vedere, o no? E’ con questi clienti che vorremmo parlare, vorremmo che parlassero fra di loro, che parlassero con le centinaia di operatori che tengono d’occhio la situazione in Italia offrendo possibilità e diritti (e qualche volta, perché no?, che parlassero, se è il caso, anche con qualche funzionario delle forze dell’ordine, che segnalassero agli operatori e alla polizia i casi di tratta o di sfruttamento di minore). Vorremmo che questi clienti si trasformassero a loro volta in “operatori eterodossi”, in portatori di informazioni e diritti. Che effetto ha, su un paese, che a migliaia di persone venga negata per anni e anni la possibilità di vivere? Questo paese cambia, e cambia in peggio, per tutti: se uno non ha diritti, nessuno è più al riparo. Su questo blog, vorremmo che si incontrasse chi ha voglia di invertire la tendenza. Manterremo l’anonimato, così tutti potranno dire quel che gli pare senza problemi di nessun tipo. Ma chi ci vorrà contattare personalmente, non ha che da scriverci.
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